Ecco i baby startupper

Baby startupper. O forse sarebbe meglio dire veri e propri imprenditori. A soli 14 anni. Andrea Amato e Giorgio De Vito non sono dei semplici studenti. Leccesi originari di Lequile e Castromediano, il primo frequenta il 1° anno del “Galilei-Costa”, il secondo l’istituto “Marcelline”. Ma tra una lezione in Dad e un compito online, hanno lanciato nei giorni scorsi la loro prima startup digitale innovativa: “Andreban”. E hanno anche iniziato a offrire i loro servizi on line. Spaziano dall’uso di droni per rilievi fotografici e video all’utilizzo di server remoti e alla produzione on demand di manufatti stampati in 3D.

L’idea della startup


Ma com’è nata la startup? Andreban è stata concepita qualche mese fa da Andrea e Giorgio, amici accomunati sia dalla passione per le nuove tecnologie che per il fuoco e lo spirito imprenditoriale. Hanno così realizzato e pubblicato un sito internet che potesse, da un lato, essere facilmente individuabile dai potenziali clienti e, dall’altro, presentasse chiaramente la qualità e la varietà dei servizi offerti. Dall’idea all’azione: hanno immediatamente registrato il dominio andreban.com e hanno terminato nei giorni scorsi l’implementazione e pubblicazione del sito.

I servizi e la cooperativa

L’offerta della neonata startup Andreban, in breve, prevede i seguenti sevizi. “Andreban Fly”, che permette ai clienti di prenotare foto e video realizzati con l’uso del drone, è attivo a Lecce e a Milano (a breve anche in altre località, grazie ad alcune collaborazioni in essere). C’è poi “Andreban Cloud”, un servizio di archiviazione online (su Cloud) innovativo in quanto, rispetto alla concorrenza, permette agli utenti di spendere esattamente per ciò di cui hanno bisogno, una sorta di prezzo su misura che varia al variare delle esigenze del cliente. Inoltre i protocolli di sicurezza dei server utilizzati, si basano su una delle migliori VPN al mondo (Surfshark).

Startup dei ragazzi

Se qualcuno si stesse chiedendo come sia possibile che due baby startupper 14enni (minorenni quindi) possano realmente e regolarmente vendere servizi online – spiegano i promotori dell’iniziativa -, è presto detto. Nel 2004 due docenti dell’istituto “Galilei-Costa”, Elisabetta D’Errico e Daniele Manni, insieme a 16 loro alunni maggiorenni dell’allora classe 5° B, hanno dato vita alla società cooperativa “Arianoa” (aria nuova, nel dialetto locale), utile ad incubare e accelerare le startup dei ragazzi under 18 e far sì che queste potessero essere pienamente operative nella vita reale. Anche nel caso quindi della neonata startup dei giovanissimi Andrea e Giorgio, è Arianoa la società che vende, emette le fatture e rende legale il loro operato.