portalettere

Mentre la logistica e le consegne della posta diventano sempre più smart e moderne, c’è ancora chi preferisce la tradizione. Nel segno della sostenibilità, si intende. È il caso della portalettere Clara Iannotta, classe 1962, casertana che dopo aver vinto il concorso, 35 anni fa si è trasferita a Milano ed oggi consegna la posta in bicicletta. Ne parla l’edizione milanese di Repubblica.

Una postina “vintage” e serena

Come racconta l’articolo, tutta la sua consegna è – per così- dire – nel solco della tradizione: “Indossa una camicia d’ordinanza, un capo vintage della divisa aziendale che risale agli Anni 80 e i colleghi gliela invidiano”: “Quando non la vuoi più me la devi regalare”. Ormai è abituata a gestire le complessità della “uscita” che quotidianamente colpiscono i portalettere anche nel centro di Poste Italiane di via Lancetti a Milano, uno dei centri di distribuzione più grandi in Italia: “È un lavoro frenetico, una liturgia quotidiana con gesti e parole precise. Meglio non parlare a un portalettere a quest’ora” dice Nicola Gianfortone, direttore del centro. Clara invece è serena “non si lascia distrarre e registra raccomandate con il suo palmare”.

La consegna nel quartiere City Life

Ultima di sette figli, per Clara Milano è ormai casa. “Mi piace essere precisa: se lavoro bene dentro, quando sono fuori è tutto più facile”. In vent’anni di consegne nel quartiere City Life, ha visto la sua trasformazione “occhi, da sede della vecchia Fiera campionaria a zona residenziale e commerciale di lusso”.

La passione per il lavoro e per la bicicletta

Consegna, come detto, in bicicletta: “Con la bici mi sento libera e agile. Posso andare dove voglio e mi tengo in allenamento”, spiega. L’articolo si sofferma poi sulla passione della donna per il suo lavoro. Si legge: “Sorride candida, il gilet giallo e un caschetto, la borsa pesante su un carrello che spinge verso il garage. In gita? Già. Perché i postini, quando fanno il giro delle consegne dicono che vanno in gita. A volte le parole rendono la vita più lieve. I riccioli rossi che spuntano sotto il copricapo, l’aria sbarazzina, Clara corre sulla sua bicicletta, con qualsiasi condizione meteorologica. Oggi fa molto caldo ma lei sembra non accorgersene. «È difficile starmi dietro. Sono abituata a pedalare». Compirà 61 anni in autunno ma, seguendola in questo tour tra i palazzi, emana una sicurezza spavalda, un’energia da adolescente”.

Le relazioni costruite negli anni

Viene poi sottolineato il grande rapporto di amicizia, affetto e familiarità costruita negli anni con le persone a cui consegna la posta sempre col sorriso, anche quando si tratta di una multa: “Mi fa piacere quando mi dicono “meno male che ci sei tu che sei gentile e allegra”. I miei problemi li lascio a casa perché è così che bisogna fare quando si è a contatto con la gente”. Ogni fermata, è uno scampolo di umanità. “Mi piace stare a contatto con la gente. Un buon postino deve essere cordiale, disponibile, saper ascoltare e spiegare le cose perché non tutti sanno come funzionano”.