“Con il nuovo spot natalizio ‘La sera dei miracoli’, uno dei più belli visti quest'anno, Poste Italiane porta la comunicazione istituzionale fuori dalle logiche promozionali tradizionali per abbracciare un registro emotivo ma anche collettivo, puntando sul tema della vicinanza come valore centrale delle feste”. Lo scrive Aldo Grasso, in collaborazione con Massimo Scaglioni, sull’inserto “L’Economia” del Corriere della Sera.
I simboli affettivi
“La campagna – ricorda il critico televisivo – propone un racconto delicato in cui l'atto di spedire un pacco diventa metafora di connessione tra generazioni e memoria affettiva, la vicenda di un nipote e un nonno. Il protagonista è Filippo, un bambino che, tra i profumi di casa e gli addobbi natalizi, prepara un pacco speciale da recapitare al nonno Pino, che non c'è più. Gli oggetti scelti – guanti, occhiali, dolci, un pennello da barba, parole crociate e una fotografia – non sono semplici souvenir, ma simboli affettivi che tessono un legame tra presente e passato. Filippo scrive l'indirizzo come se parlasse al cielo, trasformando la spedizione in un gesto dal tono fiabesco e universale.”.
La colonna sonora
Grasso sottolinea, oltre all’immagine di un’Italia “insieme reale e sospesa nel tempo” tra gli scorci di Monopoli e l’ufficio postale, “il ruolo narrativo cruciale” della colonna sonora: “Il testo di ‘La sera dei miracoli’ di Lucio Dalla, reinterpretato come voce ‘pensiero’ del protagonista, accompagna le immagini con una leggerezza struggente, facendo da ponte tra emozione e memoria. La scelta di affidare il racconto a un classico della canzone italiana non è casuale: evoca nostalgia e speranza, trasformando la pubblicità in un’esperienza quasi cinematografica. ‘La sera dei miracoli’ non è solo un messaggio augurale: è un invito a riflettere sul senso autentico delle feste, sulla cura delle relazioni e la sulla forza dei ricordi”.