Poste Italiane ha toccato a Piazza Affari il record storico di 22,39 euro (l’8 gennaio) e il Gruppo ha raggiunto una capitalizzazione di 29,2 miliardi. A questi numeri dedica una lunga analisi Milano Finanza, ricordando le tappe che hanno portato a questo successo: “A piacere agli analisti è la diversificazione raggiunta da Poste Italiane negli anni, come dimostra anche l’ultima operazione firmata a dicembre per rilevare, insieme all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, il 100% di Pago Pa con una valorizzazione di circa 500 milioni”.
I numeri del bilancio
Milano Finanza ricorda che l’altra grande operazione nel settore dei pagamenti il Gruppo guidato dall’Amministratore Delegato Matteo Del Fante l’aveva firmata nel 2022, rilevando da International Game Technology (ex Lottomatica) il 100% di Lis holding per 700 milioni. “Oggi, come mostra il bilancio dei primi nove mesi del 2025 chiuso con un utile netto di 1,7 miliardi, più del 40% dei ricavi del gruppo 4,2 miliardi su un totale di 9,6 miliardi provengono dai servizi finanziari con Poste che è arrivata a gestire oltre 600 miliardi degli italiani sottolinea l’articolo – Ci sono conti correnti, fondi comuni e soprattutto buoni e libretti postali che il gruppo distribuisce in esclusiva per conto di Cassa Depositi e Prestiti. Proprio nel 2025 il risparmio postale ha compiuto 150 anni di storia raggiungendo 320 miliardi di euro sottoscritti da 27 milioni di italiani, e vale la pena ricordare che dal collocamento di quei prodotti il gruppo guidato da Del Fante incassa ogni anno maxi commissioni annue comprese tra 1,6 e 1,9 miliardi”.
Tutti i comparti in crescita
La maggior fonte di redditività del Gruppo, come nota Milano Finanza, “restano i servizi assicurativi (polizze vita ma anche danni) che nei primi nove mesi del 2025 hanno generato da soli quasi la metà dell’utile netto del gruppo, pari a 836 milioni, rispetto all’utile di 583 milioni dei servizi finanziari. Poi ci sono appunto i servizi di pagamento PostePay, che hanno apportato un utile netto di 313 milioni, mentre dai servizi postali tradizionali (corrispondenza e pacchi) sono arrivati appena 40 milioni”. La trasformazione di Poste realizzata da Del Fante in questi anni “è stata chiara”, secondo il quotidiano economico, a partire dalla decisione di non chiudere gli uffici postali: “Ma ha anzi rilanciato investendo 400 milioni di euro, che sono stati aggiunti agli 800 milioni arrivati dal Pnrr, per portare servizi della pubblica amministrazione nei piccoli comuni (7.000 uffici postali). Gli analisti – conclude Milano Finanza – vedono ancora spazio di crescita: Goldman Sachs ha fissato l’obiettivo di prezzo a 23 euro e Equita arriva addirittura a 24,5 euro”.