Poste Italiane è un “colosso polivalente”: l’analisi di Libero
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Poste Italiane è un “colosso polivalente”: l’analisi di Libero

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Un campione nazionale polivalente, in grado di offrire oltre all'attività tradizionale, quella bancaria e assicurativa e di logistica e telecomunicazioni integrate

Sul quotidiano Libero un articolo a firma di Bruno Villois analizza come Poste Italiane sia diventata negli anni “un colosso polivalente”, indicandola come uno dei “migliori casi di successo delle aziende a partecipazione pubblica di maggioranza”.

Campione nazionale polivalente

Dopo aver ripercorso brevemente il cammino di crescita del Gruppo, il giornalista di Libero arriva fino alla quotazione in Borsa e “infine, più recentemente, l'acquisizione della quota di maggioranza della già blasonata Telecom, da oltre 15 anni alla ricerca di una capacità di realizzare profitto mai neppure avvicinata. Con la nuova partecipazione Poste va ad identificarsi come un campione nazionale polivalente, in grado di offrire alla clientela oltre all'attività tradizionale, quella bancaria e assicurativa e di logistica e telecomunicazioni integrate”.

Il titolo vola in Borsa

La conseguenza per il titolo in Borsa è eclatante, “con un + 67% a/a, e un + 6,50% da inizio 2026”. “Tutte condizioni – si legge ancora sul quotidiano diretto da Mario Sechi - che hanno fatto elevare il target price delle azioni a 12 mesi ad oltre 23 euro, con un rapporto per azione atteso del 12/15%, destinato a crescere dal 2027, grazie alla conversione delle azioni di risparmio in ordinarie, con effetti positivi sia sugli utili sia sulla capacità distributiva”. “Un fiore all'occhiello è rappresentato dalla posizione patrimoniale, che consentirebbe di procedere a nuove acquisizioni nel filone core o in quelli annessi. A ciò si aggiunge il valore strategico della rete distributiva e di una base di depositi postali superiore a euro 400 miliardi, che garantisce una fonte stabile di raccolta da reinvestire nei business a maggiore marginalità. Tutte componenti che danno sostanza alla qualità del modello di business e la visibilità dei flussi di cassa” conclude l’articolo.