Il lavoro di Poste nella provincia di Padova: le donne sono oltre il 65%
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Il lavoro di Poste nella provincia di Padova: le donne sono oltre il 65%

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Quasi la metà delle dipendenti di Poste nella provincia veneta ha almeno un figlio e il 20% ricopre ruoli di responsabilità

La presenza femminile in Poste Italiane è un elemento strutturale anche nella provincia di Padova. Tante le donne e le giovani impegnate ogni giorno nella propria attività lavorativa, conciliando gli impegni professionali con quelli personali e familiari. In provincia di Padova, il 49% delle dipendenti ha almeno un figlio e il 20% ricopre posizioni di responsabilità. Nei 160 uffici postali del territorio, il 65% dei lavoratori impiegati come sportellisti, consulenti e direttori è donna. Negli uffici postali le direttrici sono il 60% del totale.

Le testimonianze a Padova

“Lavoro in Poste Italiane dal 2012” racconta Valeria Santantonio, direttrice delle Poste di Selvazzano Dentro. “L’azienda mi ha dato la possibilità di fare carriera e crescere i miei figli. Nei miei primi nove anni ho lavorato come impiegata ed è nata la mia prima figlia. Ho avuto incarichi sempre più importanti in vari uffici fino ad arrivare, tre anni fa, a Selvazzano. Un anno e mezzo fa, poi, è nato il secondo figlio. Nel mio ufficio c’è solo un solo maschio, per il resto siamo tutte donne. Mi sono sempre sentita tutelata dalla mia azienda e non ho mai avuto difficoltà quando ho scelto di diventare madre. E poi c’è sempre un clima positivo in ufficio, le colleghe ed anche i colleghi incoraggiano chi va in maternità. Per questo mi sento di consigliare questo lavoro a tutte le giovani donne che vogliono diventare madri senza rinunciare alla possibilità di fare carriera. In Poste si può.”

Le donne nel recapito a Padova

Nel settore del recapito, le donne con ruoli di coordinamento e direzione rappresentano il 38%, e complessivamente la presenza femminile è in costante crescita e si attesta al 36%. Questi dati riflettono un’organizzazione sempre più attenta alla valorizzazione delle competenze femminili e alla crescita professionale. “Ho una figlia, Alessia, ora diciottenne, racconta Sabrina Braggion, responsabile dei portalettere del Centro di Monselice. Ho la responsabilità di settanta persone, delle quali la metà circa sono donne. Ho fatto la postina per alcuni anni fino a diventare specialista nel controllo qualità. A quel punto è nata mia figlia. Appena ho avuto la possibilità l’azienda mi ha proposto di crescere ed arrivare a questa posizione. Il mestiere di portalettere, ne sono certa, si addice alle donne, sempre di più. E in generale il contributo femminile, in ogni ambiente di lavoro, è un arricchimento per tutti. Perciò, largo alle donne ed alle mamme.”

Il quadro regionale e nazionale

Il quadro provinciale si inserisce in un contesto regionale altrettanto significativo. In Veneto, la percentuale di donne raggiunge mediamente il 53% del totale dei dipendenti. A livello nazionale, la presenza femminile in Poste Italiane supera il 54 per cento dei circa 120.000 dipendenti del Gruppo. È donna il 46 per cento dei quadri e dirigenti, mentre il 64 per cento degli specialisti e consulenti finanziari è composto da donne. Femminile anche il 60 per cento dei direttori dei quasi 13.000 uffici postali presenti sul territorio nazionale.

Le iniziative a sostegno della genitorialità

Tante le iniziative di Poste Italiane a sostegno della genitorialità, con una serie di azioni e tutele più ampie rispetto a quelle previste dalla legge. Durante i periodi di congedo di maternità (o paternità alternativo), ad esempio, l’azienda riconosce un’indennità pari al 100% della retribuzione, contro l’80% previsto dalla normativa. Inoltre, ai lavoratori di Poste Italiane, è riconosciuto un trattamento economico migliorativo anche in caso di fruizione del congedo parentale; supporto per i percorsi di procreazione medicalmente assistita e specifici permessi a recupero.