Francesca, all’ufficio postale di Favaro Veneto con la Lingua dei Segni: “Aiuto i clienti sordi a usare i nostri servizi”
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Francesca, all’ufficio postale di Favaro Veneto con la Lingua dei Segni: “Aiuto i clienti sordi a usare i nostri servizi”

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Laureata in Lingue, con specializzazione in francese e in LIS, l’impiegata dell’ufficio postale racconta: “Poste mi ha cambiato la vita, senza farmi rinunciare ai miei ideali”

Comunicare, mettere a disposizione delle persone le proprie competenze. Perché il lavoro in ufficio postale è essenzialmente una questione di relazione, di ascolto, di scambio. È questo il punto di partenza della storia di Francesca Nocerino, 27 anni, oggi impiegata dell’ufficio postale di Favaro Veneto, nel comune di Venezia: una giovane donna che ha trovato in Poste Italiane non solo un percorso professionale, ma anche un luogo in cui i valori personali si intrecciano con la quotidianità del lavoro.

“Poste mi ha cambiato la vita”

Di origini napoletane e a Venezia da alcuni anni, Francesca si è laureata in Lingue, con specializzazione in francese e in LIS – Lingua dei Segni Italiana. “Ho sempre avuto una sensibilità verso le persone con disabilità, che mi ha portato a studiare la LIS e a pensare di diventare insegnante di sostegno. Poi Poste Italiane mi ha cambiato la vita, senza farmi rinunciare ai miei ideali”. Prima di arrivare a Favaro, Francesca ha lavorato in diversi uffici postali veneziani. “Capitava che alcuni clienti sordi avessero bisogno di assistenza sull’app di Poste. Si facevano capire mostrandomi il telefono e restavano stupiti quando iniziavo a comunicare in LIS”. A Favaro le occasioni sono state meno frequenti, ma non meno significative: “Ricordo una madre e una figlia, una sorda e l’altra no: si sono illuminate quando ho risposto ai loro segni”.

I turni al Centro logistico

La storia di Francesca a Poste Italiane comincia durante l’università, con un contratto a termine. “Avevo scelto di lavorare per non dipendere dai miei. Per un anno ho fatto i turni notturni al centro logistico di Tessera: uscire e vedere il sole sorgere sulla laguna era qualcosa di unico”. Un’esperienza che le ha dato molto, anche sul piano personale: “Ed è proprio lì che ho conosciuto quello che oggi è mio marito”. Tra turni, ritmi serrati e caffè alle cinque del mattino, Francesca e Marco – collega del centro logistico, muranese – hanno condiviso prima la fatica, poi la complicità, e infine un legame destinato a crescere. Sono sposati dal 1° giugno. “Marco è il mio punto di riferimento, la mia parte razionale”, racconta.

L’insegnamento

Dopo il centro di smistamento, Francesca si è laureata e ha iniziato a lavorare come insegnante di sostegno. “Avevo risposto a una ricerca di personale di Poste Italiane, ma me ne ero dimenticata. Un giorno l’azienda mi ha richiamata. Lasciare i miei ragazzi è stato difficile, ma è stata una scelta razionale. E Marco mi è stato vicino in tutto”. Oggi Francesca mette nel suo ruolo la stessa cura che ha caratterizzato i suoi studi e il suo rapporto con i bambini. “Il rapporto con il pubblico può essere impegnativo: è fondamentale essere gentili, disponibili, guardare le persone negli occhi. La Lingua dei Segni ti insegna a creare un contatto profondo, autentico”. E, aggiunge: “Con la volontà si può fare molto. L’importante è mettersi in gioco, essere curiosi. Ogni esperienza torna utile, anche quelle che sembrano lontane dal proprio percorso”.