Smart Building, così Poste riduce emissioni e consumi degli edifici aziendali
Sostenibilità

Smart Building, così Poste riduce emissioni e consumi degli edifici aziendali

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Attualmente il progetto coinvolge 4.300 immobili sul territorio nazionale, con l’obiettivo di superare quota 7.000 entro la fine dell’anno

La sostenibilità rappresenta uno dei pilastri del piano industriale di Poste Italiane, che ha rafforzato il proprio impegno nella transizione energetica attraverso il progetto Smart Building. L’iniziativa punta a migliorare l’efficienza energetica degli immobili dell’azienda, riducendo al tempo stesso le emissioni e i consumi. Attualmente il progetto coinvolge 4.300 edifici su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di superare quota 7.000 entro la fine dell’anno. Gli interventi riguardano principalmente i sistemi di illuminazione, climatizzazione e il monitoraggio dei consumi energetici.

Gli interventi di Smart Building

Negli immobili interessati vengono installati sensori evoluti in grado di raccogliere dati sui consumi, le informazioni vengono poi elaborate da una piattaforma unica di supervisione e controllo integrato, che gestisce in modo automatico e ottimale gli impianti di illuminazione, riscaldamento e ventilazione. Questo sistema consente di migliorare l’efficienza degli edifici e di ridurre gli sprechi energetici. Accanto al progetto Smart Building, l’azienda sta portando avanti anche un piano di decarbonizzazione degli immobili. L’iniziativa prevede la progressiva sostituzione delle caldaie a gas con sistemi più sostenibili basati su pompe di calore. Finora sono state sostituite 250 caldaie, con una riduzione stimata di circa 9.700 tonnellate di CO₂. Un ulteriore contributo al risparmio energetico arriva dalla diffusione dell’illuminazione a basso consumo: sono oltre 470.000 le lampade LED installate negli edifici di Poste Italiane. Grazie a questo intervento l’azienda è riuscita a dimezzare la bolletta energetica, con benefici sia ambientali sia economici.

Qui sopra, il video del TG Poste.