Ha sventato due tentativi di truffa nel giro di pochi mesi grazie all’esperienza, all’attenzione quotidiana e a una formazione mirata. Protagonista è Nadia Stolfa, 63 anni, direttrice dell’ufficio postale di Aurisina, in Poste Italiane dal 1987, da sempre attenta alle dinamiche operative e ai segnali anomali allo sportello. In entrambi i casi si trattava del collaudato stratagemma della richiesta di un bonifico, dietro al quale si celava un tentativo di frode ai danni di conti correnti postali.
I due tentativi di truffa sventati
Il primo episodio, il più consistente, riguardava una somma di 50 mila euro e un cliente storico dell’ufficio che, anche grazie al rapporto di fiducia costruito nel tempo con la direttrice, è riuscito a comprendere che la richiesta ricevuta non era legittima, evitando così il raggiro. Il secondo tentativo di truffa si è verificato poco tempo dopo: una cliente, apparsa fin da subito visibilmente agitata al momento dell’ingresso in ufficio, è stata accolta con particolare attenzione dal personale, che le ha offerto un bicchiere d’acqua per tranquillizzarla. Una volta allo sportello, la donna – in evidente stato di ansia – ha chiesto di disporre un bonifico da 11 mila euro, indicando come causale un generico “acquisto arredi”. Insospettita, la Direttrice ha dunque chiesto ulteriori informazioni, in particolare se la cliente conoscesse il destinatario del pagamento. Di fronte alle risposte evasive, la Direttrice ha insistito per acquisire tutti i dettagli necessari all’operazione. Proprio in quel momento, la cliente ha ricevuto una telefonata: dall’altra parte, una persona che le chiedeva con insistenza se il bonifico fosse già stato effettuato. Un comportamento che ha fatto scattare definitivamente l’allarme. La Direttrice dell’ufficio postale ha quindi invitato la donna a interrompere immediatamente la chiamata. In un primo momento la cliente è apparsa titubante, ma una volta chiusa la comunicazione ha compreso la situazione e ha accettato anche di sporgere denuncia. Il bonifico non è stato eseguito e il denaro è stato messo al sicuro. “Sono molto legata a questo lavoro in Poste perché nel tempo mi ha insegnato tante cose, una tra tutte quella di potere essere d’aiuto alla gente diventando un punto di riferimento; mi sento parte integrante di questa comunità, in un equilibrio quotidiano di pratiche, confidenze e piccoli gesti che animano il paese; e così un mestiere è diventato identità e appartenenza”.