“Mi chiamo Gianluca Quagliarini e lavoro qui ad Ostia da quasi quattro anni. Il rapporto che ho con le persone è molto familiare perché porto la posta anche ai miei zii, ai miei cugini e a qualche amico. Ho visto molte evoluzioni, ad esempio il palmare è cambiato: prima era un palmare con laser, ora invece abbiamo un telefonino molto velocizzato che ha con sé anche il POS”. Il TG Poste ha intervistato il giovane portalettere di Ostia, Gianluca Quagliarini, autore di una tesi di laurea sul recapito digitale. “Ho scelto questo argomento – racconta ai microfoni del TG Poste – perché ho molto a cuore il ruolo che faccio. La scintilla che ho avuto è stata quella di unire la materia informatica al nostro lavoro, perché, tra stampanti bluetooth e palmari, siamo immersi nella digitalizzazione tutti i giorni”.
Alfabetizzazione digitale
L'obiettivo dello studio di Gianluca è stato quello di “fornire un’analisi dettagliata di come la figura del portalettere, profondamente trasformata dalla sua nascita, rappresenti un modello emblematico di come le istituzioni tradizionali possano non sparire nell’era della digitalizzazione, ma evolversi, e dimostrare che anche l'alfabetizzazione digitale di massa, facilitata e promossa attraverso la rete degli uffici postali, diventerà una risorsa fondamentale e un vero e proprio volano per lo sviluppo del nostro Paese”.
Il progetto Polis
Non manca, nella tesi di Gianluca, il progetto Polis: “Se si cita Poste Italiane – spiega il portalettere di Ostia – non si può non parlare del progetto Polis, che punta a ridurre lo spopolamento nei piccoli comuni e ad offrire i servizi della pubblica amministrazione come nelle grandi città. Il digital divide – conclude Gianluca – se non affrontato con politiche giuste e ingenti investimenti, sia in infrastrutture che in tecnologia, può creare una società a due velocità”.
Qui sopra, il servizio del TG Poste