Anche i quotidiani internazionali dedicano ampio spazio all’operazione Poste-Tim a partire dal Financial Times, che titola: “Poste Italiane lancia un'offerta da 10 miliardi e 800 milioni per Telecom Italia”. Nell’articolo si legge che Poste, “ha annunciato un’offerta da 10,8 miliardi di euro in contanti e azioni per Telecom Italia che potrebbe trasformare il settore delle telecomunicazioni del Paese. La società ha dichiarato di offrire 0,167 euro in contanti più 0,0218 azioni di nuova emissione di Poste Italiane per ogni azione di Telecom Italia. Questo rappresenta un premio del 9% rispetto al prezzo di chiusura delle azioni di Telecom Italia di venerdì” conclude FT. Il francese Le Figaro informa che “Poste Italiane lancia un'OPA da 10,8 miliardi sull'operatore storico TIM” nel titolo, aggiungendo che “quasi tre decenni dopo la sua privatizzazione, lo Stato italiano si prepara a riprendere il pieno controllo dell’operatore storico delle telecomunicazioni TIM”. Così, “grazie a un’OPA lanciata da Poste Italiane, di cui detiene il controllo e che era già il principale azionista dell’operatore telefonico dopo l’accordo raggiunto con Vivendi nel 2025, il governo italiano mette al sicuro il futuro nazionale del gruppo, che temeva potesse finire in mani straniere”.
L’espansione di Poste
La Frankfurter Allgemeine analizza che “dopo l’acquisizione, il gruppo combinato dovrebbe contare oltre 150.000 dipendenti e generare un fatturato di quasi 27 miliardi di euro. L’utile prima di interessi e imposte è stimato a 4,8 miliardi di euro. Secondo Poste, l’operazione rappresenterebbe “uno sviluppo naturale della strategia””. Come altrove, anche in Italia il traffico postale tradizionale è diminuito – riflette la FAZ - ma “Poste Italiane si è espansa in modo particolarmente aggressivo in altri settori. Oggi, in un ufficio postale italiano, è possibile ad esempio stipulare contratti di luce e gas, richiedere un permesso di soggiorno, ottenere assicurazioni e altri servizi finanziari, oltre a diventare clienti di telefonia mobile. In qualità di operatore senza una propria rete, finora Poste collaborava con Vodafone. Tuttavia, alla fine di febbraio ha spostato la partnership su TIM — un segnale della imminente acquisizione del gruppo di telecomunicazioni italiano”.
Il giudizio degli analisti
Infine, il quotidiano economico tedesco Handelsblatt riporta i commenti di alcuni analisti, scrivendo che “secondo Mediobanca Research, la transazione è “in linea con la strategia di lungo periodo di Poste” di costruire un operatore integrato leader nei servizi finanziari, assicurativi, logistici, di telecomunicazione e digitali. Il modello di piattaforma verrebbe rafforzato grazie all’integrazione con TIM, favorendo sinergie tra reti e cloud e aprendo nuove opportunità di crescita. Anche gli analisti di Bank of America considerano realistiche le sinergie previste: Poste registra margini più elevati nel segmento corporate e nei servizi per il settore pubblico rispetto a TIM, quasi il doppio. Questo fattore spiega gran parte delle sinergie di ricavo, insieme al cross-selling e alla migrazione dei cinque milioni di clienti di Poste Mobile sull’infrastruttura di TIM”.