Un polo leader del tech e dei servizi: sui quotidiani l'analisi del futuro di Poste e Tim
Business e Servizi

Un polo leader del tech e dei servizi: sui quotidiani l'analisi del futuro di Poste e Tim

di
Le analisi del Sole 24 Ore e del Corriere della Sera: un gigante che mette insieme rete, cloud, data center, distribuzione, pagamenti, assicurazioni, logistica e servizi digitali

L’operazione Poste Italiane-Tim rimane sotto i riflettori della stampa nazionale. “Un big che mira a diventare polo leader del tech e dei servizi” è il titolo del Sole 24 Ore, che spiega: "L'obiettivo è costruire «la più grande piattaforma di infrastruttura connessa d'Italia». La comunicazione data alla Borsa da Poste, riguardo alla strategia sottostante alla zampata per portarsi in casa Tim, lo mette immediatamente in chiaro: non una semplice acquisizione, ma una mossa tale da rappresentare - almeno nelle intenzioni - una sorta di Big Bang nel mercato delle Tlc e del digitale portando alla nascita di un grande gruppo integrato, pubblico nella regia, industriale nella missione, chiamato a mettere insieme rete, cloud, data center, distribuzione, pagamenti, assicurazioni, logistica e servizi digitali".

L’offerta integrata

Il Sole ricorda che le sinergie, in parte, sono già realtà: "PosteMobile sta migrando sulla rete Telecom, con un valore atteso di circa 100 milioni di ricavi annui per Tim. La telco ha dal canto suo portato l'offerta luce e gas di Poste (Tim Energia powered by Poste) in oltre 750 negozi, destinati a salire a 1.200. E nei punti vendita Tim sono già disponibili polizze assicurative Poste per consumer e Pmi. Segnali concreti di un'integrazione finora perimetrata". Ma ora l'obiettivo è "costruire un'offerta end-to-end che unisca connettività, cloud, cybersecurity, IoT e servizi digitali. È dentro questo quadro che prende forma il nuovo big. Non più una telco tradizionale, ma una piattaforma teche dei servizi".

Un unicum in Europa

Il Corriere della Sera sottolinea invece che l'operazione è “un unicum in Europa” poiché si tratta di "fondere due grandi gruppi nazionali in un unico conglomerato che potrà contare su 13.000 uffici postali, 4.000 punti vendita Tim, una rete mobile e fissa, data center, cloud sovrano, cybersecurity, servizi bancari, assicurativi, energetici e logistici. Un'offerta integrata in grado di competere con i big americani sul terreno dei servizi digitali, da cui dipende anche la velocità di innovazione e di crescita delle nostre imprese, sotto la regia dello Stato azionista" conclude il quotidiano.