Rimane alta l’attenzione della stampa internazionale sull’operazione Poste-TIM. Secondo Le Monde, l’offerta pubblica di acquisto lanciata da Poste su segna un passaggio decisivo nella strategia dello Stato italiano e “dimostra la volontà di Roma di assumere da sola il controllo di questo operatore storico”. Il quotidiano evidenzia come l’operazione, da circa 10,8 miliardi di euro, punti a “mettere la mano sull’integralità del capitale entro la fine dell’anno” e a ritirare il gruppo dalla Borsa. Per Le Monde, la mossa dimostra “la volontà di proteggere le imprese strategiche del Paese”. Al centro dell’analisi, Le Monde ricorda che Poste Italiane è controllata dallo Stato, che detiene “una partecipazione superiore al 50%”, garantendo “stabilità a lungo termine” nella governance. L’OPA, si legge, mira esplicitamente a difendere “la sovranità digitale”, “assicurando la sicurezza e la resilienza” delle infrastrutture.
Le prospettive
Dal punto di vista di business, Poste Italiane si presenta come “partner industriale” e punta a “rafforzare” il proprio ruolo di “fornitore di primo piano”. L’integrazione con Telecom Italia è descritta come “un’evoluzione naturale”, legata alla “convergenza tra servizi e infrastrutture digitali”. Le Monde sottolinea, infine, le prospettive economiche dell’operazione: il nuovo gruppo avrebbe “circa 27 miliardi di fatturato e oltre 150.000 dipendenti”. Il quotidiano riporta le attese sinergie: “Un potenziale totale di 700 milioni di euro l’anno”.