L’offerta di Poste Italiane per il controllo di Tim trova spazio sulle pagine del Financial Times, il più autorevole quotidiano economico della scena internazionale. Nell’articolo, dal titolo “L’ad della controllata statale Poste Italiane difende l’offerta da 10 miliardi di euro per Telecom Italia” si leggono le parole di Matteo Del Fante, il quale sostiene che Poste Italiane ha “dimostrato di essere una società di mercato" e che l'aggregazione rappresenti "un passo verso il mercato". Secondo l’AD di Poste, “questa operazione aumenterebbe il flottante del gruppo, poiché la quota dello Stato nella società risultante scenderebbe dal 65% al 50% e verrebbero emesse nuove azioni per gli investitori Tim”. Poste, che ha già accumulato una partecipazione del 27,5 per cento nel gruppo telefonico che la rende il maggior azionista, offre agli azionisti di Tim 0,167 euro in contanti più 0,0218 nuove azioni Poste per ogni titolo conferito.
Sinergie e crescita per Tim
Del Fante ha definito quindi l'offerta “equa” e ha aggiunto: "L’offerta è giusta, prevediamo di iniziare a pagare un dividendo, – si legge sempre su FT - cosa che gli azionisti Tim non ricevono da cinque anni”. “Se possiedi Tim oggi – prosegue l’AD - e accetti l’offerta, continui a partecipare al potenziale rialzo. Il punto non è solo il valore immediato che offriamo, ma la possibilità di beneficiare di future sinergie e di una traiettoria di crescita più solida sotto Poste”, ha aggiunto. Del Fante prevede di chiudere l’operazione entro settembre. Il Gruppo combinato diventerebbe il maggiore datore di lavoro in Italia, con oltre 150.000 dipendenti, conclude l’analisi del Financial Times.