Un’aula diversa dal solito, fatta di sportelli, moduli, cartoline ma anche di contatto umano: è quella che ha accolto a Barcellona Pozzo di Gotto una classe del Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti di via Pitagora, sede associata del CPIA di Messina. Un gruppo di studenti, tutti di origine estera, ha visitato l’ufficio postale di via Roma nell’ambito di un percorso educativo pensato per favorire l’inclusione e la conoscenza concreta dei servizi pubblici, con un’attenzione specifica alle esigenze degli stranieri. Il gruppo di ragazzi tra i 16 e i 25 anni era composto da alunni della scuola secondaria di primo grado, provenienti per lo più da Bangladesh, Pakistan, Guinea e Gambia.
Il progetto di integrazione
Tra chi è ospitato in comunità di accoglienza, chi vive in famiglia e chi ha un’abitazione autonoma, costituiscono una realtà eterogenea, accomunata dal bisogno di orientarsi nel territorio e acquisire strumenti utili per la vita quotidiana e superare così possibili condizioni di svantaggio. La visita rientra nel progetto FAMI – Fondo Asilo Migrazione e Integrazione – all’interno del percorso modulare ministeriale dal titolo “Cittadinanza attiva e territorio”, la cui responsabile per l’istituto è la professoressa Sonia Truglio. Ad accompagnare gli studenti è stata la referente di plesso, Anna Miano. L’obiettivo della visita alla sede di Poste Italiane è stato quello di far “conoscere i servizi del territorio come primo passo per abitarlo con consapevolezza – afferma il dirigente scolastico Giovanni Galvagno – e, da istituzione scolastica, puntiamo a offrire ai nostri corsisti non solo nozioni linguistiche, ma chiavi d'accesso alla vita sociale. La visita di oggi dimostra come l'integrazione passi da gesti quotidiani: saper usufruire dei servizi postali significa acquisire autonomia. È questo il cuore del nostro lavoro al CPIA: trasformare l'aula in un laboratorio di inclusione reale”.
La preparazione in classe
Prima dell’incontro, in classe, gli studenti avevano infatti già affrontato in modo teorico le funzioni dell’ufficio postale, tra i presidi irrinunciabili per la comunità: dalla compilazione dei moduli all’invio di una raccomandata, dal pagamento dei bollettini all’uso dei principali servizi di Poste Italiane. Una volta ‘sul campo’ hanno potuto trasformare la teoria in esperienza diretta, guidati dal direttore dell’ufficio postale Salvatore Impalà. Hanno poi compilato e scritto di proprio pugno alcune cartoline: i messaggi trasmettono speranza, impegno e desiderio di normalità. “Sto bene” sono le prime parole che scrivono in molti. Qualcuno continua: “Qui la vita è diversa ma io mi adatto piano piano. Non è facile ma continuo a provare”. C’è poi chi racconta: “Imparo a vivere in un posto nuovo con coraggio” e aggiunge “ogni giorno cerco di fare del mio meglio”. Le cartoline sono state infine imbucate nella tradizionale cassetta rossa, un gesto semplice ma simbolico di partecipazione attiva alla vita della comunità. “Col tempo diventa tutto più chiaro” chiude uno di loro.