Federico, direttore di ufficio postale a Ferrara e la passione per l’antico Palio
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Federico, direttore di ufficio postale a Ferrara e la passione per l’antico Palio

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Direttore dell’ufficio postale di Guarda Ferrarese e maestro di bandiera, ogni giorno unisce servizio alla comunità con l’antica arte estense

A Ferrara la bandiera non è soltanto un simbolo, ma un gesto antico che attraversa i secoli e continua a vivere nelle piazze, nei cortei e negli allenamenti delle contrade. Per Federico Marani, direttore dell’ufficio postale di Guarda Ferrarese, rappresenta qualcosa più personale: una seconda vita. Di giorno dirige il proprio ufficio, piccolo presidio quotidiano dove cittadini e famiglie entrano per uno dei tanti servizi offerti, un’informazione o semplicemente per ricevere una parola di fiducia. Dietro lo sportello ascolta storie, risolve problemi e mantiene vivo quel rapporto umano che nei piccoli comuni vale quanto il servizio stesso.

Da portalettere a direttore

Poi, terminato il lavoro, sveste i panni da direttore ed indossa quelli della propria contrada: San Paolo. Federico è infatti anche maestro di bandiera e dedica il suo tempo ai giovani sbandieratori dai 6 ai 14 anni, insegnando loro una disciplina antica che unisce spettacolo ma soprattutto rigore, coordinazione, ritmo, memoria e spirito di squadra. “Ho iniziato a lavorare in Poste Italiane nell’aprile 2008 come portalettere presso il centro di distribuzione di Comacchio per poi spostarmi a Copparo e da lì iniziare un percorso di crescita all’interno dell’Azienda. Lavorare in Poste Italiane mi ha permesso di avere un’occupazione solida e la possibilità di dedicarmi ad altre passioni o progetti personali”, racconta Federico. “Con il mondo della bandiera, che io chiamo “arte della bandiera”, invece ho iniziato quando avevo 7 anni. Ora ne ho 53, non sono più un atleta ma faccio l’allenatore dei piccoli sbandieratori e questo mi da tanta soddisfazione”, continua Federico. Nella quotidianità di Federico c’è il desiderio di custodire un’identità collettiva, nella contrada come a lavoro, per tramandarla alle nuove generazioni. “Ai ragazzi dico sempre di impegnarsi, dare sempre il meglio di sé stessi indipendentemente dal risultato. Essere propositivi, solari, aperti alla socializzazione e dare quel qualcosa in più. Quel qualcosa in più che dobbiamo dare anche noi, con il nostro lavoro e per il ruolo che rivestiamo”, conclude Federico.