Questo articolo è tratto dal numero 60 di Postenews di novembre 2024
Postenews per il suo primo forum con i dipendenti arriva ad Aosta, tra vette di montagne innevate e casette di legno tipiche di uno dei mercatini di Natale più tipici d’Italia. Solo pochi passi dividono la Piazza Émile Chanoux, sede del mercatino (e del Municipio), dalla Filiale Ribitel di Poste Italiane, ospitata in un singolare edificio del 1941 dalla pianta a forma semicircolare, tonda e piatta, riqualificato di recente tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 grazie al progetto Cento Facciate. Con l’ausilio di uno studio tecnico, la facciata, rivestita da lastre di travertino, è stata ripulita e risanata. Aosta insieme a tutti gli Uffici della sua valle è interessata al progetto Polis con un obiettivo di 64 uffici in quattro anni, ma anche ad altri progetti come il coworking, partito con Chatillon, previsto da Spazi per l’Italia che stanno cambiando radicalmente il volto degli uffici postali dei piccoli comuni
L’importanza del progetto Polis per piccole realtà territoriali
Per un cittadino di un piccolo comune come Gressoney poter richiedere il passaporto al proprio ufficio postale è un bel cambiamento. Significa evitare un percorso di 80 km per chiedere un documento. È un servizio che fino a poco tempo fa era impossibile immaginare di poter fornire alla popolazione. Così come impensabile sarebbe stato immaginare di dover salire su un elicottero per garantire la continuità del servizio postale alla popolazione di Cogne colpita dall’alluvione.
I numeri della Filiale
Anche la Filiale Ribitel, che prende il nome dalla via in cui si trova, intitolata all’Arcidiacono di Aosta, rilascerà presto i passaporti. 67 uffici da gestire più 4 modulari, 142 persone, 12 uffici Mifid di cui 9 con sala consulenza, 4 consulenti mobili che si alternano sugli uffici senza consulente fisso. Un territorio prevalentemente di piccoli centri, ma con l’equivalente di una “piccola Finanziaria” di masse da gestire. La filiale è decisamente aderente al territorio, visto che i suoi clienti sono 68mila e spaziano da bambini titolari di buoni minori e pensionati centenari. Vero è che gli istituti di credito italiani sono fuggiti dalle valli, abbandonando quasi del tutto il canale fisico, ma bisogna guardarsi dalla concorrenza aggressiva delle banche di investimento e anche di francesi e svizzeri, sempre a caccia di nuovi patrimoni da importare. Del resto, qui siamo circondati da montagne sopra i 4.000 metri, ma dal centro di Aosta non si vedono né la cima del Monte Bianco né quella del Cervino; solo quella svizzera del Grand Combin.
Le consegne “alpine”
Questo territorio tra i più difficili d’Italia dal punto di vista orografico, con molti tornanti e molti chilometri da percorrere, è per il recapito una sfida quotidiana. In Valle d’Aosta i portalettere salgono sulla funivia per raggiungere Chamois, percorrono ogni giorno il sentiero creato dopo l’interruzione della strada per Cogne, in quattro salgono a Courmayeur affrontando un dislivello di circa 2.000 metri; accontentano anche gli ospiti del “Re delle Alpi”, l’hotel che si trova sul Colle del Piccolo San Bernardo, «a 20 centimetri dal confine con la Francia». Ogni giorno l’obiettivo di chi consegna lettere e pacchi in un territorio così sfidante è fare qualità: portare tutto il prodotto, servire bene il cliente e rispettare i tempi di consegna. Rispetto agli altri capoluoghi del Nord Italia, Aosta ha un’altra natura: nel recapito si procede più per conoscenza che per numeri civici.
E i risultati, con tutti i meriti che i responsabili riconoscono all’impegno dei portalettere, arrivano: il sentiment nei confronti di Poste, misurato dal Net Promoter Score è decisamente positivo: ad Aosta sono stati intervistati 432 clienti, di questi 336 hanno dato un punteggio tra 9 e 10 sulla propensione a consigliare Poste come azienda a cui fare riferimento nella consegna dei pacchi.
L’economia dell’e-commerce
In questa parte d’Italia l’e-commerce sta conoscendo un incremento esponenziale pari al 35% su Aosta al 30 settembre 2024 per i pacchi. La formazione dei portalettere diventa determinante anche per la crescita dei paesi delle valli, così come lo è l’arretramento delle lavorazioni interne. Dietro questa semplicità c’è un grande processo logistico che ha l’obiettivo di agevolare il recapito. Ai portalettere va riconosciuto importante merito per il lavoro di relazione e di conoscenza diretta delle persone. Nelle valli, in particolare, l’e-commerce cresce per ragioni puramente economiche: per chi vive nei piccoli centri è molto più oneroso spostarsi ad Aosta per fare acquisti che non ordinare con un click e attendere la merce a domicilio. Spesso, anche i prezzi online sono più vantaggiosi. Va considerato che il recapito nei paesi delle vallate è di stampo familiare, il postino è ancora come un’istituzione, anche dal punto di vista sociale, è un anello di collegamento tra il cittadino e la civiltà. Ad Aosta l’incremento dei pacchi è stato molto importante per Poste: Amazon non si azzarda a consegnare nei centri montani perché sarebbe molto oneroso affrontare certe percorrenze in località come Cogne, Courmayeur e La Thuile, soprattutto nei picchi della stagione sciistica e di quella estiva.
L’import di forza lavoro
In Val d’Aosta, il recapito e l logistica importano forza lavoro: dalla Sardegna, dalla Sicilia, dalla Calabria. Dal Sud, per un lavoro a Poste, ci si sposta anche a 45 anni, con una famiglia a carico, senza neanche prima sapere che Piazza Chanoux è il centro di Aosta. Chi non è di questi luoghi, affronterà molte difficoltà, sapendo che per essere autonoma ci vorrà più tempo per imparare: luoghi dove la formazione è un asset importante per la crescita personale e professionale. Senza dimenticare che qui si usano solo automobili 4X4. Per il personale degli uffici postali che lavorano a stretto contatto con il pubblico la lingua patois, il dialetto valdostano, da una marcia in più a costruire una proficua relazione basta sulla fiducia e sulla chiarezza