Un intervento rapido e una situazione di emergenza gestita con lucidità: è così che si può riassumere l’esperienza di Antonio Gagliardi, 26 anni, portalettere a Gemona, che qualche settimana fa si è trovato a prestare soccorso a una persona in difficoltà, contribuendo in modo determinante all’esito positivo dell’episodio. “Stavo svolgendo il mio lavoro come di consueto quando, risalendo in auto per continuare le consegne, mi è venuta incontro una signora chiedendomi aiuto perché aveva visto una persona a terra, poco lontano da lì, priva di sensi; non ci ho pensato due volte, l’ho raggiunta sul posto indicato, una traversa più nascosta rispetto alla strada principale dove stavo lavorando. Lì ho dunque visto un uomo svenuto, avvicinandomi ho potuto constatare che, nonostante la difficoltà, respirava.”
L’intervento di primo soccorso
Per prima cosa, come previsto in questi casi, Antonio ha immediatamente chiamato i soccorsi e si è poi dedicato ad assistere l’uomo a terra, seguendo passo dopo passo le indicazioni fornite dall’operatore del 118. “Ho seguito tutte le indicazioni che mi davano al telefono e dopo circa 15 minuti è arrivata l’ambulanza. A quel punto ho tirato un sospiro di sollievo: la persona che avevamo trovato sarebbe stata soccorsa in tempo”. Terminato l’intervento, Antonio ha ripreso il suo giro di consegne, consapevole di aver dato un contributo importante in una situazione critica. Antonio Gagliardi lavora a Gemona da poco più di un anno ed è portalettere business, una figura dedicata alla consegna di raccomandate e pacchi. Appassionato di sport, si sta per laureare in Scienze Motorie. “Tra qualche mese mi laureo e ne sono molto orgoglioso. Ho sempre giocato a calcio, anche se ora meno, e continuo a seguirlo da tifoso. Ho scelto di trasferirmi in Friuli Venezia Giulia dalla Calabria, più precisamente dalla provincia di Cosenza, perché questo è un lavoro che mi piace: è dinamico e mi permette di conoscere il territorio con tutte le sue bellezze. Qui ho trovato un ambiente accogliente che compensa la mancanza della mia terra e dei miei familiari, un aspetto fondamentale per lavorare con serenità”.