Il quotidiano descrive così “la logica del Progetto Polis di Poste Italiane: usare la rete degli uffici postali come infrastruttura nazionale di prossimità, portando servizi pubblici, funzioni digitali, presìdi energetici e spazi di lavoro nei territori sotto i 15mila abitanti. Un'iniziativa adattabile, che nel futuro potrà integrare esigenze emergenti, dalla telemedicina all'edge computing”. Così, invece di ridurre la presenza fisica come avvenuto ad esempio in Francia, Poste – spiega Il Sole - ha trasformato in punti di accesso alla PA per un piano che vale 1,2 miliardi: 800 milioni dal Piano complementare al PNRR e oltre 400 milioni a carico dell'azienda. “Gli interventi dello Sportello Unico – scrive il quotidiano - avviati sono 6.287, mentre gli uffici completati sono 5.432. La ricaduta stimata è di 1.061 milioni sul Pil e 18.600 posti di lavoro”.
Il boom dei passaporti
Il servizio di rilascio e rinnovo passaporti in ufficio postale ha risposto a un bisogno concreto: ridurre spostamenti, tempi di attesa e differenze territoriali nell'accesso alla PA, spiegano da Poste Italiane al Sole 24 Ore. Così grazie alla nuova vita e alla riqualificazione delle sedi, l'ufficio postale esce “dal proprio perimetro e produce effetti sullo spazio pubblico circostante”. Ricordando anche i 3.073 nuovi Atm Postamat e le 5mila colonnine di ricarica elettrica, pari a 10mila punti di ricarica e oltre 9mila risultano già installati, Il Sole 24 Ore accende i riflettori anche sull'e-commerce entra nella strategia: “In 500 Comuni sono previsti locker per superare le difficoltà della consegna a domicilio dove spesso mancano portierato, presìdi continuativi o indirizzi facilmente raggiungibili”. A tutto questo si aggiunge la linea degli Spazi per l'Italia, la rete di coworking con 250 siti a livello nazionale.
Un modello di infrastrutturazione territoriale
“Un’iniziativa di successo che vede intervenire su 7mila Comuni, con cantieri distribuiti, autorizzazioni locali, imprese di dimensione diversa e tempi PNRR, e ha richiesto una macchina gestionale complessa” ricorda il giornale economico definendo Polis “ben più che un programma immobiliare o un piano di digitalizzazione della PA” quanto più un “modello di infrastrutturazione territoriale che usa asset esistenti, distribuisce investimento, introduce funzioni, produce accessibilità e aggiorna il ruolo di un presidio storico”.