Al mattino, sulla Gardesana ancora semivuota, c’è chi riconosce il rumore del motorino prima ancora di vederlo arrivare. “È Massimiliano” il portalettere. A Malcesine il postino non è soltanto la persona che consegna lettere e pacchi. È un volto familiare che conosce gli abitanti, le abitudini e le stagioni del lago da trent’anni. Lo salutano i commercianti che aprono le serrande, gli albergatori del lungolago, i pensionati seduti fuori casa. Qualcuno controlla perfino l’orologio in base al suo passaggio. Sul Garda veronese succede ancora: il portalettere è parte della comunità. Tra Brenzone sul Garda, Malcesine e San Zeno di Montagna ogni mattina partono in quattro dal centro postale di Brenzone. Quattro portalettere che attraversano vicoli stretti, strade tra gli ulivi e tornanti affacciati sul lago consegnando posta e portando avanti una routine che, in molti paesi, resta ancora umana.
Il ritmo di queste terre
Massimiliano Brighenti è uno dei volti storici di Malcesine. Vive a Brenzone ma da trent’anni percorre sempre le stesse vie del centro storico, del lungolago e degli hotel pieni di turisti durante l’estate. “Ormai conosco il ritmo del paese - racconta sorridendo - so chi apre presto il negozio, chi preferisce ricevere la posta a mano e chi invece aspetta solo di fare due parole”. C’è chi lascia il cancello socchiuso quando sa che sta arrivando. Chi scende appena sente il motorino. Chi lo aspetta con il caffè pronto. D’estate il lavoro cambia volto. La Gardesana si riempie di traffico, gli hotel lavorano senza sosta e aumentano le consegne per residence e appartamenti vacanza. “Ci sono giornate in cui fai fatica perfino a trovare spazio per fermarti - spiega – ma è anche il bello del Garda: ogni stagione ha il suo ritmo”. Nelle frazioni di Brenzone sul Garda, invece, il navigatore serve fino a un certo punto. Qui il paesaggio si arrampica tra uliveti, muretti a secco e stradine che si stringono fino a diventare quasi invisibili, seguendo i versanti del Monte Baldo e aprendo scorci improvvisi sul lago di Garda, che accompagna ogni spostamento come un riferimento costante. Per trovare certe case bisogna conoscere il territorio davvero. “Ci sono abitazioni nascoste tra gli ulivi, stradine strette e case che non si individuano solo con un indirizzo preciso, ma con la conoscenza diretta del luogo - racconta Francesco Vella, l’altro portalettere storico della zona, che nel tempo libero suona la tromba nella banda del paese e da anni è parte attiva della vita comunitaria locale - alcuni indirizzi li trovi soltanto se conosci le persone. Con il tempo, però, si crea anche un rapporto diretto con chi abita queste case: riconosci i volti, le abitudini, e diventi parte di una quotidianità che va oltre la semplice consegna”.
Entrare nella quotidianità dei paesi
Qui il lavoro del portalettere è ancora fatto di memoria e relazioni quotidiane. Nei piccoli paesi del Garda, a volte, anche un semplice saluto può diventare importante. Lo sa bene anche la più giovane del gruppo: Aurora Studioso, portalettere della zona di San Zeno di Montagna, uno dei balconi panoramici più amati sopra il Garda. Le sue giornate scorrono tra boschi, curve e strade sospese tra il verde del Monte Baldo e il blu del lago. Un territorio dove il postino continua a essere una presenza familiare. “La parte più bella è stare sul territorio - racconta - non fai soltanto consegne: incontri persone, ascolti storie, entri nella quotidianità di un paese”. A volte anche una semplice consegna diventa un piccolo episodio da ricordare, come la corrispondenza per il rifugio in quota sul Monte Baldo che arriva tramite la funivia, oppure le persone del posto che ti aiutano a trovare le case più isolate, indicando strade e passaggi meno evidenti. È proprio in questi gesti quotidiani di aiuto reciproco il lato meno visibile del mestiere del postino che resiste ancora nelle comunità più piccole.
Estate, il lavoro raddoppia
Infine, c’è Ivan Patuzzo, che si occupa principalmente della consegna dei pacchi. Negli ultimi anni il suo lavoro è cambiato profondamente. Se un tempo si consegnavano soprattutto lettere e bollette, oggi gran parte delle spedizioni arriva dagli acquisti online destinati a residenti, hotel, residence e strutture turistiche sparse tra lago e collina. “Durante l’estate il lavoro praticamente raddoppia – spiega Ivan – con il turismo aumentano tantissimo le consegne per chi arriva sul lago anche solo per pochi giorni”. Tra il traffico della Gardesana, il caldo e i continui spostamenti, le giornate diventano lunghe. Ma ci sono scorci che riescono ancora a sorprendere anche chi quelle strade le percorre ogni giorno. “A volte hai davanti il lago da una parte e il Baldo dall’altra. È difficile non amare un territorio così” - racconta.