Tra le montagne del Gran Sasso, a oltre 1.450 metri di altitudine, il servizio di recapito di Poste Italiane raggiunge ogni giorno il borgo di Calascio, dominato dalla Rocca che da secoli caratterizza il paesaggio dell’Appennino abruzzese. Qui lavora Matteo, portalettere di Poste, che ogni giorno consegna corrispondenza e pacchi agli abitanti del paese. La sua esperienza professionale è iniziata ad Avezzano con un contratto a tempo determinato nel centro di distribuzione. Dopo è arrivata l’assunzione a tempo indeterminato a Roma, dove ha lavorato per tre anni prima del trasferimento all’Aquila nel 2022. “Calascio è un posto bellissimo, natura, aria pulita, brava gente. Io qui sto benissimo”, racconta Matteo, che vive nelle vicinanze e conosce personalmente molti residenti. Un legame che contribuisce a rendere più agevole il lavoro quotidiano. “Loro si fidano di me perché conosco tutti”, spiega.
La meravigliosa Rocca
Nei piccoli centri il recapito presenta caratteristiche particolari. “Le persone si conoscono per nome, non per indirizzo, portare la posta è un po’ complicato”, osserva il portalettere. Una volta acquisita familiarità con il territorio, però, “è una gioia”. A fare da sfondo al giro di consegne c’è la Rocca di Calascio, la cui origine risale probabilmente al XIII secolo, all’epoca di Federico II. Inizialmente costituita da una sola torre, la struttura venne ampliata nei secoli successivi con la cinta muraria e le quattro torri angolari. La fortezza è sopravvissuta ai terremoti e al progressivo abbandono dell’area, fino alla riscoperta avvenuta negli anni Ottanta. In seguito, è diventata set cinematografico per film come “Ladyhawke” e “Il nome della rosa” ed è stata inserita da National Geographic tra i quindici castelli più belli del mondo. “Sono case medievali, caratteristiche di questo posto”, conclude Matteo osservando le abitazioni in pietra e la chiesa che definiscono l’identità storica di Calascio.
Qui sopra, il video del TG Poste.