Sonia Fileti è la nuova responsabile del Centro di Distribuzione di Cervignano del Friuli, in provincia di Udine, traguardo raggiunto dopo essere diventata mamma della piccola Adele. Coordina una squadra di circa 70 persone tra portalettere, personale di staff e tecnici, svolgendo un ruolo che richiede capacità organizzative, flessibilità e attenzione alle persone.
Esperienza sul territorio
Residente a Fiumicello, Sonia è entrata in Poste Italiane come portalettere dopo aver presentato la propria candidatura tramite il sito aziendale. Già da tempo viveva in Friuli Venezia Giulia e, pur avendo un’occupazione, era alla ricerca di un lavoro che le offrisse maggiore stabilità e prospettive per costruire il proprio futuro. Nel tempo ha maturato esperienza sul territorio lavorando come portalettere in diverse località della provincia di Gorizia, fino all’attuale incarico, nel quale coordina un team di circa 70 persone tra portalettere, personale di staff e tecnici.
Simbolo della parità
Il suo percorso è un esempio che contribuisce a far superare lo stereotipo secondo il quale spesso la maternità può rappresentare un momento di rallentamento o discontinuità nei percorsi professionali femminili. In linea con i valori di inclusione, valorizzazione delle persone e pari opportunità promossi da Poste Italiane, Sonia dimostra come maternità e responsabilità professionali possano procedere di pari passo. “Una giornata tipo vera e propria non esiste, perché le priorità cambiano continuamente e gli imprevisti fanno parte del lavoro - spiega Sonia Fileti - la giornata inizia con il controllo di mail, telefonate e messaggi per individuare subito le questioni più urgenti. Poi mi confronto costantemente con i colleghi, organizzo le attività e seguo le diverse operazioni da portare avanti. C'è una componente molto concreta e operativa e un'altra legata al coordinamento e alla gestione delle persone. Spesso si parte con un programma e ci si ritrova ad affrontare situazioni completamente diverse, ma è proprio questo che rende il lavoro stimolante e mai ripetitivo. A fine giornata faccio il punto sulle attività concluse, su quelle ancora aperte e su quanto va pianificato per il giorno successivo”.
La cultura inclusiva di Poste
La sua esperienza rappresenta un esempio concreto di continuità professionale e crescita anche dopo la maternità, contribuendo a promuovere una cultura del lavoro inclusiva e orientata alla valorizzazione delle persone. “La cosa che mi piace di più del mio lavoro è poter aiutare le persone e coordinare il lavoro dei colleghi. A fine giornata mi sento stanca, ma sapere di essere stata utile è la soddisfazione più grande”, racconta Sonia. “Sono grata a Poste Italiane perché mi permette di svolgere un lavoro che amo e, allo stesso tempo, di essere madre, grazie anche a una flessibilità organizzativa che mi aiuta a conciliare vita professionale e familiare”.