Lo Stretto di Messina a nuoto per solidarietà: l’impresa di Debora, dipendente di Poste Italiane
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Lo Stretto di Messina a nuoto per solidarietà: l’impresa di Debora, dipendente di Poste Italiane

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L’emozione raccontata alle telecamere della Rai: la raccolta fondi per i tumori cerebrali e l’inclusione sociale

Una dipendente di Poste Italiane ha attraversato a nuoto lo Stretto di Messina per sostenere un progetto di solidarietà. A raccontarlo è stato il TG regionale Rai della Calabria. Debora Vissani ha affrontato un’ora tra le acque del Mediterraneo, arrivando a Villa San Giovanni esausta ma felice di aver affrontato il mare come sfida personale di rinascita e impegno per il volontariato con una raccolta fondi da destinare ad associazioni benefiche.

L’emozione della traversata

Un sogno trasformato in un’iniziativa di sport costruita con tanti sacrifici. L’esperienza in mare aperto, racconta la TGR Calabria, è arrivata dopo mesi di allenamento. Le correnti di quel tratto di mare, molto forti, hanno rappresentato per la nuotatrice le sfide della vita. “Ce l’ho fatta! Le sensazioni sono state meravigliose dalla partenza, che abbiamo dovuto attendere una mezz’oretta, ci ha permesso di prepararci – ha raccontato alla TGR – Come ho visto terra è stato emozionante, è stato veramente un mix di forza, di energia ed emozioni immense. Un’energia fantastica che è quella che mi ha guidato nel momento in cui sono cresciuta grazie a mia mamma, che ho perso due anni fa, è stata l’energia che mi ha spinto anche a finire la traversata”.

Lo scopo benefico

Da questa iniziativa è nata la campagna solidale “Due buoni motivi, un’unica traversata”, promossa dalla piattaforma Rete del Dono, che sostiene la Fondazione Celeghin, che si impegna nella ricerca sui tumori cerebrali, e il progetto Sport Senza Frontiere, che sostiene l’inclusione sociale dei bambini che vivono in contesti di fragilità. “Voglio lanciare un messaggio con questa mia traversata, perché di traversate nella vita ce ne sono, di correnti come quella che ho affrontato io ce ne sono, ma si può trasformare in energia positiva”.