La partenza dell'offerta pubblica di acquisto da 13 miliardi di Poste Italiane su Tim trova spazio sui principali quotidiani nazionali e internazionali. A partire dal Financial Times, che titola: "Telecom Italia sostiene l'offerta pubblica di acquisto di Poste Italiane". "Telecom Italia - si legge sul quotidiano finanziario - ha dichiarato sabato di ritenere equa l'offerta di 1,67 euro in contanti e 0,218 azioni ordinarie di nuova emissione di Poste Italiane per ciascuna azione ordinaria di Telecom Italia conferita all'offerta. L'offerta, inizialmente valutata intorno a 10,8 miliardi di euro, potrebbe ora valere circa 13 miliardi di euro, sulla base del prezzo di chiusura delle azioni di Poste Italiane, pari a 27,84 euro, registrato venerdì".
Un'operazione da 13 miliardi
Spazio, come detto, anche sui quotidiani italiani, a partire da Repubblica: "Poste, al via l'offerta su Tim operazione da 13 miliardi" titola il giornale, spiegando che "facendo leva sulla capillare presenza fisica degli uffici postali e sull'infrastruttura di Tim, Poste mira a gettare le basi per i futuri "data center di prossimità", dislocati sul territorio a differenza degli attuali grandi hub di raccolta di informazioni centralizzati. Per conquistare Tim, di cui possiedono già il 20,1% del capitale, le Poste mettono sul piatto 1,67 euro in contanti più 0,218 azioni ordinarie proprie di nuova emissione per ogni titolo della società telefonica".
L'integrazione nel Gruppo Poste
Il Messaggero spiega a sua volta: "Il premio è pari al 9,01 per cento rispetto alla quotazione della stessa Tim alla data di riferimento (0,583 euro ad azione). La quota minima di adesione è del 66,67 per cento dell'azionariato. Ma il gruppo guidato da Del Fante ha confermato che l'obiettivo finale è acquisire l'intero capitale e procedere al delisting di Tim per facilitarne l'integrazione nel gruppo Poste. Se riuscirà ad acquisire tutti i titoli in circolazione il gruppo sborserà fino a 2,85 miliardi in contanti ed emetterà 372 milioni di nuove azioni, con un controvalore massimo per l'operazione di poco superiore ai 10,83 miliardi di euro".