Panorama: con l’operazione Poste-TIM più autonomia tecnologica per l’Italia
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Panorama: con l’operazione Poste-TIM più autonomia tecnologica per l’Italia

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Il settimanale analizza gli sviluppi dell’Opas: “Una fusione da oltre 46 miliardi di euro destinata a creare un gruppo strategico a livello nazionale”

“Matteo Del Fante, l'Amministratore delegato che ha trasformato gli impiegati allo sportello in gestori finanziari e i portalettere in custodi del cloud, ha lanciato l'offensiva: un'Opas da 13,4 miliardi di euro su TIM. L'obiettivo? Pettinare la criniera al vecchio leone della telefonia nazionale, toglierlo da Piazza Affari e fondere due regni in una piattaforma da 46 miliardi di euro di capitalizzazione. Come dire che per le grandi fusioni non bisogna necessariamente essere americani o cinesi”. Inizia così il lungo approfondimento che il settimanale Panorama dedica all’unione tra Poste Italiane e TIM, il colosso delle telecomunicazioni che, si legge, “ha bisogno di un principe azzurro per ritrovare lo smalto di un tempo”.

L’attesa del mercato

“Il mercato, che di solito davanti a queste ammucchiate industriali storce il naso, stavolta ha brindato – sottolinea ancora Panorama – Come ha fatto notare il direttore finanziano di Poste, Camillo Greco, dall'annuncio dell'offerta il valore della transazione ha registrato un balzo del 21 %, portando il prezzo implicito a 7,6 euro per azione. Per convincere gli azionisti Tim a consegnare i titoli, il piatto è davvero ricco: 1,67 euro in contanti più una frazione di azione Poste (0,218 per la precisione). Soglia minima per segnare la vittoria: il 66,67% del capitale. La conclusione è fissata per 1'11 settembre prossimo”. A Piazza Affari, spiega ancora Panorama, i risparmiatori, abituati ai saliscendi delle azioni di TIM, “hanno finalmente smesso di soffrire”.

Il ruolo di Del Fante

Panorama ricorda che Matteo Del Fante è stato lo stratega dell'operazione. “Non un'acquisizione, ma una metamorfosi”. La conclusione di una manovra che ha portato Poste a diventare l'azionista di riferimento del gigante delle telecomunicazioni e poi lanciare l'Opas. “Vogliamo completare la trasformazione del gruppo in una piattaforma che mette l'Intelligenza artificiale al centro dei processi commerciali. Questa unione non serve solo a fare massa critica, ma a garantire all'Italia una sovranità tecnologica autonoma, riducendo la dipendenza dalle infrastrutture estere e accelerando l'adozione dell'IA su scala nazionale. Unendo le nostre reti fisiche e digitali, creiamo un campione europeo”.

Una nuova “mappa”

“Il disegno industriale – prosegue il servizio di Panorama – riscrive la mappa fisica del Paese. Verranno uniti i 13 mila uffici postali e i 4 mila negozi Tim. La rete degli uffici non sarà più un insieme di sportelli. Verrà completamente riorganizzata secondo la logica militare dell'hub and spoke. Come in una ruota di bicicletta, i grandi centri di smistamento (gli hub) gestiranno i flussi e i servizi complessi, mentre le piccole sedi (gli spoke) diventeranno terminali sul territorio. Una rivoluzione logistica blindata da un accordo storico con i sindacati, che garantisce la pace sociale e mantiene i costi del personale stabili a 2,9 miliardi (+0,9%). Ma la vera partita si gioca in cielo, sulle nuvole del Cloud”.

Le sinergie

“A regime - dicono i calcoli degli analisti - l'abbraccio tra i due gruppi frutterà di 700 milioni di sinergie all'anno. Di questi, 500 milioni arriveranno dai tagli dei costi (addio doppioni nei call center, nel back office e nelle piattaforme IT) e 200 milioni dai nuovi ricavi frutto dell'integrazione, offrendo connettività e tecnologia ai 35 milioni di clienti Poste. Nasce così un colosso pro-forma da quasi 29 miliardi di euro di ricavi e un complesso di 150 mila dipendenti. Certo, per vedere il disegno completo bisognerà aspettare il primo trimestre del 2027, quando Del Fante presenterà il piano industriale dell'entità combinata”.