La posta nella Laguna di Venezia: “Tra mare e terra, il viaggio quotidiano dei portalettere”
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La posta nella Laguna di Venezia: “Tra mare e terra, il viaggio quotidiano dei portalettere”

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Serena, da due anni portalettere tra Lido e Pellestrina, racconta i suoi spostamenti tra scooter, ferry e lunghe camminate

Da quasi due anni, Serena Greggio è tra i portalettere che operano lungo l’asse lagunare tra Lido e Pellestrina, garantendo quotidianamente la consegna di lettere e pacchi in un contesto complesso, sospeso tra terra e acqua. Il lavoro quotidiano dei dieci portalettere in questa parte di Venezia si muove in un paesaggio unico: una lingua di sabbia battuta da acqua e vento, con la città all’orizzonte da una parte e il mare aperto dall’altra. Qui il tempo è scandito dagli orari di autobus e battelli, in un susseguirsi di collegamenti tra Venezia, il Lido, Pellestrina e San Pietro in Volta. Ogni mattina Serena attende nella sua sede al Lido l’arrivo del battello carico di corrispondenza e pacchi, attesi dagli abitanti delle isole. È l’inizio di una routine fatta di gesti precisi e responsabilità concrete: scaricare, smistare, prendere in carico tutto ciò che è destinato al Lido, a Pellestrina e a San Pietro.

Ritmo e legame con il territorio

Serena ha 33 anni, un figlio, e ogni giorno parte da casa sua, a Chioggia, con una destinazione chiara: il Lido di Venezia, restando per quasi tutto il giorno sempre a metà tra terra e acqua. Un viaggio che è già parte integrante di una professione fatta di dedizione, ritmo e legame con il territorio. “Inizio molto presto, a Chioggia - racconta - Prendo lo scooter fino al vaporetto, poi arrivo a Pellestrina, proseguo in bus, attraverso con il ferryboat e raggiungo il Lido, a Santa Maria Elisabetta. Infine, un tratto a piedi fino all’ufficio. È un viaggio lungo, fatto di tanti passaggi che devono incastrarsi alla perfezione”. La difficoltà più grande sta senza dubbio nei mezzi: “Bisogna rispettare orari e coincidenze. Se qualcosa si blocca – uno sciopero o un problema al ferry tra gli Alberoni e Pellestrina – tutto si rallenta e può diventare davvero complicato”.

Il fascino della Laguna

Un lavoro particolare il suo, diverso dal portalettere tradizionale: “I miei destinatari – racconta ancora - sono soprattutto i grandi utenti, i tabaccai ad esempio, che sono diventati dei punti di appoggio per spedire o riceve pacchi. Oltre naturalmente ai due uffici postali del litorale: ecco, io sono l’ultimo miglio, l’ultimo anello della catena tra il residente di Pellestrina o San Pietro ed il resto del mondo. Poi faccio il giro delle cassette rosse, per raccogliere la posta che ancora si spedisce. Consegno la posta agli uffici pubblici e arrivo anche agli stabilimenti balneari, gli alberghi che si riempiono per la mostra del Cinema. “Un momento molto particolare – racconta Serena- in qui giorni tutto è più magico. È il momento clou per il Lido che poi comincia a vuotarsi, a calmarsi. Pellestrina invece è sempre in continuo movimento, estate e inverno”. Il territorio, come detto, non è semplice: vento forte, pioggia improvvisa, soprattutto “perché siamo tra mare e laguna. A volte anche la consegna diventa più impegnativa, ad esempio quando arrivano molti pacchi nello stesso punto”. Tra gli episodi che testimoniano l’affetto della comunità per i portalettere Serena ricorda quando “un signore mi aspettava all’uscita del ferry per sapere se c’era posta per lui. E ogni volta mi offriva una bottiglietta d’acqua. Sono piccoli gesti che ti restano dentro. In questo lavoro cambiano il tempo, le persone, le condizioni. Ma restano il senso di comunità e il contatto umano. È faticoso, sì, ma anche molto bello”.