Luigi, portalettere nel Bellunese: “L’impatto di Poste e di Polis qui è determinante”
Storie

Luigi, portalettere nel Bellunese: “L’impatto di Poste e di Polis qui è determinante”

di
Pelliciari copre il territorio di Rocca Pietore e Livinallongo, nel cuore dell'area ladina bellunese

Il lago Fedaia ai piedi della Marmolada, le prime luci del mattino sotto il passo Falzarego, la cultura ladina, forte e radicata, che caratterizzano il Fodom: c’è tutto questo nella quotidianità di un portalettere tra le montagne bellunesi. Ne è un esempio Luigi Pelliciari, originario di Treviso e dipendente di Poste Italiane da circa dieci anni, che ha scelto di trasferirsi stabilmente tra queste montagne con la moglie e le due figlie. Pelliciari copre oggi il territorio di Rocca Pietore e Livinallongo, nel cuore dell'area ladina bellunese. Per i pochi residenti permanenti – soprattutto anziani che attendono la consegna di giornali, bollette o pacchi– il passaggio del postino rappresenta un momento di contatto quotidiano e un legame con il mondo. “Prima di ottenere un ruolo a tempo pieno in Poste Italiane – racconta Pelliciari - io e la mia compagna ci siamo presi un anno sabbatico e abbiamo girato l’Europa in camper. È la nostra passione e proprio quell’esperienza ci ha portato a riflettere e a scegliere di venire ad abitare in mezzo a queste montagne”.

La cultura ladina

Lavorare in Fodom e a Rocca è particolarmente affascinante, racconta Luigi. Il suo giro tocca i tornanti del Falzarego, raggiunge il passo Fedaia ed il passo Giau. In mezzo punti di grande richiamo turistico come i Serrai di Sottoguda ed il castello di Andraz. “A volte – spiega - mi sento un po’ uno straniero, pur essendo trevigiano: la cultura ladina qui è profondamente radicata e per chi proviene da altri luoghi è importante prendersi i giusti tempi per entrare in sintonia con questa cultura e prendere confidenza con alcune espressioni tipiche della lingua”.

Il Centro Logistico di Taibon Agordino

La sede di lavoro di Luigi è il nuovo Centro Logistico di Taibon Agordino. Il Centro, che sostituisce le sedi di Agordo e Alleghe raddoppiando gli spazi disponibili, è dotato di attrezzature moderne che ottimizzano le attività di lavorazione e recapito. Vi operano 17 persone tra portalettere e addetti interni, tutti supportati da strumenti digitali che assicurano una gestione rapida e tracciata della corrispondenza. Il Centro serve i 16 comuni agordini attraverso 13 zone di recapito e, grazie a una flotta di 14 veicoli, raggiunge ogni giorno oltre 18 mila abitanti, 15 mila abitazioni e circa 16 mila punti di consegna tra privati, uffici pubblici e aziende.

Il lavoro in estate

Il lavoro quotidiano si svolge toccando un insieme di piccole località sparse, in alcuni casi con pochissimi abitanti.  “Larzonei, Cherz, Canazei – racconta - tutti luoghi bellissimi. C’è Andraz con il suo castello sospeso sui macigni ed i suoi cinque abitanti. Contrin, che conta tre abitanti ed un signore che vive isolato in una casa che raggiungo a piedi”. Poi c’è la realtà del turismo: “Me ne accorgo d’estate: cala la corrispondenza tradizionale, ma gli acquisti online aumentano. Da qui l’importanza dell’ufficio postale, una presenza costante accanto agli altri punti di riferimento al pari della chiesa e del municipio, che diventa un presidio di prossimità per gli abitanti di queste realtà”.

Polis a Belluno

Con il progetto Polis, Poste Italiane ha già rinnovato 55 dei 59 uffici postali coinvolti in provincia di Belluno, trasformandoli in sportelli di prossimità per l'accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione. Negli uffici sono disponibili, tra gli altri, i certificati anagrafici e il servizio di richiesta e rinnovo del passaporto, che ha già registrato circa 2.500 pratiche. Il progetto comprende inoltre interventi per la sostenibilità ambientale, con impianti fotovoltaici, colonnine di ricarica per veicoli elettrici e sistemi intelligenti di gestione energetica. Un investimento che rafforza la presenza di Poste Italiane nei piccoli comuni e nei territori montani. “Consiglierei questo lavoro – conclude Luigi - perché mi ha permesso di costruire il mio futuro. mi consente di organizzare la giornata di lavorare all'aperto e mantenere un contatto diretto con le persone. Negli anni sono diventato parte integrante della comunità”.