Stoccaredo, il portalettere Maurizio e il recapito dove quasi tutti hanno lo stesso cognome
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Stoccaredo, il portalettere Maurizio e il recapito dove quasi tutti hanno lo stesso cognome

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I Baù sono quasi trecento e rappresentano, di fatto, la quasi totalità della popolazione del paese: il racconto del postino che serve la zona

“C'è posta per Baù”. Facile a dirsi, molto meno a farsi quando a Stoccareddo, frazione di Gallio, i Baù sono quasi trecento e rappresentano, di fatto, la quasi totalità della popolazione del paese. Com’è noto, proprio in questi giorni la grande famiglia, se così possiamo chiamarla, torna a riunirsi nella frazione per il raduno annuale dei Baù. “La prima volta che sono arrivato qui ero un po' perplesso», racconta Maurizio Casaburi, portalettere originario di Civitavecchia che da alcuni anni vive a Gallio con la compagna, anche lei portalettere. La coppia ha due figli, uno dei quali nato proprio sull'Altopiano. “Per fortuna c’era il vecchio postino, che aveva lavorato per trent’anni in queste contrade e mi ha trasmesso i segreti del mestiere”, racconta. Un aiuto prezioso per prendere confidenza con strade, famiglie e abitudini del territorio.

Soprannomi e indirizzi

Ma il vero segreto, assicura, è un altro: “L’ingrediente principale è la buona volontà. Poi la simpatia e l’accoglienza della gente ripagano anche delle inevitabili incomprensioni dei primi tempi”. L’impatto con Stoccareddo, però, è stato tutt’altro che ordinario. Tra case sparse e cognomi storici, il portalettere si è trovato davanti a una realtà che lo ha subito colpito. “In molte famiglie i nomi si tramandano da una generazione all’altra, tanto che non è raro imbattersi in persone che condividono non solo il cognome, ma anche lo stesso nome”. Superato lo stupore iniziale, entra in gioco il metodo. “Bisogna ragionare. Il nome di battesimo aiuta, ma non sempre basta. Fondamentali sono i soprannomi, che qui tutti conoscono, e soprattutto gli indirizzi. Se quelli sono corretti, la posta arriva sempre a destinazione”. In un paese dove un cognome accomuna quasi un'intera comunità, il lavoro del portalettere diventa così un esercizio quotidiano di conoscenza del territorio e delle persone.  “La posta è ancora un contatto con il mondo per questa comunità: vedo arrivare molte lettere dalla Francia, dove molti Baù vivono ancora e anche grazie al nostro lavoro mantengono un legame con le proprie origini”, racconta Casaburi. Poi c’è la modernità rappresentata dal grande incremento delle consegne dei pacchi, abitudine consolidata anche qui.

L’aumento dei pacchi

Nel primo trimestre del 2026 la provincia di Vicenza ha infatti registrato un aumento dei pacchi del +22% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un dato ancora più evidente sull’Altopiano dei Sette Comuni, che conferma il consolidamento dell’e-commerce e delle nuove abitudini di consumo, ma che racconta anche una trasformazione verso nuovi modelli di consegna. Poste Italiane ha inoltre rafforzato la propria rete logistica in provincia di Vicenza con l’ingresso in servizio a tempo indeterminato, negli ultimi 18 mesi, di 111 nuovi operatori per consolidare la struttura organizzativa e far fronte al significativo aumento dei volumi di pacchi da consegnare. Inoltre, sono infatti operativi circa 150 veicoli elettrici o ibridi, segno di un progresso concreto nella gestione dell’"ultimo miglio", il segmento tradizionalmente più critico dal punto di vista ambientale.