Il Gazzettino, nell’edizione di Pordenone, racconta la storia di Davide Mattia, 47 anni, originario di Caltagirone, da poche settimane Operatore di accoglienza (ODA) alle Poste centrali di Pordenone, figura dedicata all’accoglienza e all’orientamento dei cittadini per l’accesso ai servizi dell’ufficio postale. “Cerco di capire subito le esigenze delle persone: a volte basta un’indicazione, altre volte è necessario accompagnarle nella risoluzione di piccoli o grandi problemi - racconta Mattia - l’importante è fare sentire le persone ascoltate e indirizzarle verso il servizio più adatto”. Il suo lavoro consiste infatti nell’accogliere, orientare e supportare i clienti, aiutandoli a individuare il servizio o lo sportello più appropriato e fornendo assistenza anche nell’utilizzo degli strumenti digitali e delle app.
Il cambio di vita
Alle spalle di Mattia c’è un percorso professionale articolato: dopo la laurea in Giurisprudenza ha conseguito un Master in Economia e ha lavorato per oltre quindici anni come libero professionista. Ha inoltre maturato un’esperienza come docente di sostegno, lo stesso settore nel quale lavora la moglie Samuela. Nel 2024 la decisione di cambiare vita e di trasferirsi in Friuli Venezia-Giulia insieme alla moglie. “Lavoravo molto e da libero professionista avevo anche le mie soddisfazioni, ma ho sentito il bisogno di rivedere le mie priorità. Desideravo avere più tempo per la mia famiglia e per mio figlio Lorenzo, e soprattutto una prospettiva stabile che mi permettesse di programmare il futuro”, racconta.
L’opportunità in Poste Italiane
Dopo un primo periodo nel mondo della scuola, Mattia ha trovato un’opportunità in Poste Italiane. “Sul sito di Poste cercavano degli sportellisti a Pordenone e ho deciso di candidarmi. Cercavo un contesto che valorizzasse la mia esperienza e mi offrisse possibilità di crescita, ma senza rinunciare alla qualità della vita”, spiega. La scelta si è trasformata in un nuovo progetto familiare: Davide e Samuela hanno acquistato casa a Pordenone, mentre i genitori di Mattia li hanno raggiunti, dividendosi oggi tra la Sicilia e il Friuli per poter stare vicino ai figli e al nipote. Resta il legame con la terra d’origine, ma anche la soddisfazione per la nuova vita costruita in Friuli. “La nostalgia per Caltagirone c’è sempre - racconta Mattia - ma oggi posso dire di essere sereno. Qui ho trovato un lavoro che mi piace, ho i miei genitori vicini e tutto ciò mi permette di guardare avanti”.