Paolo, portalettere di Monza: “Quei telegrammi che consegnai a Senna e Prost”
Storie

Paolo, portalettere di Monza: “Quei telegrammi che consegnai a Senna e Prost”

di
Il racconto al Corriere della Sera: “Una volta i tifosi mostravano così il loro affetto ai piloti: entrambi furono gentilissimi con me”

Da oltre quarant'anni fa il portalettere e da venti lavora principalmente nell'area del Parco di Monza. Paolo Fumagalli ha 61 anni e una lunga esperienza nel recapito: il Corriere della Sera ha racconta il suo lavoro, nell’edizione di Milano, ripercorrendo anche alcuni episodi legati alla sua attività.

La consegna ai due piloti leggendari

Tra i ricordi più singolari c'è quello della fine degli anni Ottanta, quando Fumagalli arrivò all'Autodromo durante un Gran Premio di Formula 1. Fermato dall'addetto alla sicurezza, rispose: “Ho due telegrammi da consegnare ai signori Ayrton Senna e Alain Prost, se non mi fa passare, si prende lei la responsabilità?”. I due telegrammi erano destinati ai piloti prima della gara. “I giorni del Gran premio di Formula 1 erano, e sono ancora, i più frenetici. Una volta c'erano i telegrammi: i tifosi mostravano così il loro amore per i piloti, altro che social network”. Il giornale ricorda che Fumagalli riuscì a entrare durante una cena al circuito e a consegnare personalmente le due buste. Senna e Prost erano “seduti in tavoli separati”, ma “furono entrambi molto gentili: ringraziarono e si alzarono in piedi di fronte a me, il postino”.

Il lavoro quotidiano

Oggi il suo servizio parte dal punto di distribuzione di Monza Centro, dove lavorano 70 portalettere. Coprire il Parco, però, non è un giro come gli altri: “Per questo serve uno capace e d’esperienza”, spiega Fumagalli. La sua zona comprende infatti non soltanto l'interno dell'area verde, ma anche le strade davanti agli ingressi e i quartieri residenziali circostanti. “A me piace partire la mattina presto, perché riesco a completare bene, e in tempo, i miei giri. Anche d’inverno, senza guanti, tanto io il freddo alle mani non lo sento più”, racconta al quotidiano. E precisa: “Non faccio il recapito solo al Parco, ma anche nelle strade davanti all’ingresso. I quartieri alti, insomma, dove vivono industriali, ed ex calciatori”.