Nel 2026 la provincia di Lecce registra una crescita significativa nel volume delle consegne, con un aumento dei pacchi pari al +24% rispetto all’anno precedente. Un dato che conferma il consolidamento dell’e-commerce e delle nuove abitudini di consumo, ma che racconta anche una trasformazione più ampia: l’evoluzione della logistica verso modelli sempre più efficienti e fortemente improntati alla sostenibilità.
Nuove assunzioni
A sostenere questo incremento è la rete di recapito di Poste Italiane, rafforzata negli ultimi mesi anche attraverso l’ingresso in servizio a tempo indeterminato di 36 nuovi operatori nel settore del recapito e della logistica, per consolidare la struttura organizzativa e far fronte al significativo aumento dei volumi di pacchi consegnati sul territorio. La selezione ha coinvolto anche personale con esperienza pregressa in azienda che aveva già ricoperto il ruolo di portalettere o addetto allo smistamento con uno o più contratti a tempo determinato per almeno sei mesi, valorizzando così le competenze acquisite sul campo e favorendo percorsi di stabilizzazione occupazionale.
L’esperienza di Marco
Marco Mancarella è una delle nuove assunzioni effettuate a Lecce. 29 anni, laureato in economia aziendale, da inizio giugno è entrato stabilmente in Poste Italiane dopo un’esperienza a tempo determinato presso l’ufficio di recapito di Copertino. Oggi il suo giro lo porta a consegnare nelle marine del Salento, tra lidi, villaggi turistici, attività commerciali e alcune delle aziende vinicole più conosciute della zona, fino alla pista automobilistica di Nardò, dove effettua consegne anche alle case automobilistiche. “Sono stato assunto a inizio giugno e da allora ho visto crescere il turismo giorno dopo giorno, così come è aumentato il numero dei pacchi da consegnare - racconta Marco Mancarella -. Nelle marine incontro tanti inglesi, tedeschi, francesi e italiani provenienti da tutte le regioni. Il turista cerca soprattutto accoglienza e credo che noi, su questo, siamo molto bravi. Mi è capitato anche di trovare su un pacco, come indicazione per la consegna, il numero e la fila dell’ombrellone, ma in quel caso ho preferito chiamare il cliente e chiedergli di avvicinarsi. Cerco sempre, però, di essere molto disponibile e di andare incontro alle loro esigenze. Parto da Lecce e arrivo fino a Punta Prosciutto, passando per Porto Cesareo, Leverano e Veglie. Nel mio giro consegno ai lidi, ai villaggi turistici, alle attività del centro, alle pescherie e anche ad alcune tra le aziende vinicole più conosciute del Salento, attraversando i filari. È un percorso particolare, che mi permette di vedere il territorio a 360 gradi. Arrivo anche alla pista di Nardò, dove i livelli di sicurezza sono molto elevati anche per effettuare una semplice consegna, e dove recapito sia ai dipendenti sia direttamente alle case automobilistiche. L’unico aspetto negativo del mio giro è il traffico, soprattutto in alta stagione: quando parto per il mio giro, devo metterlo in conto”.
Green delivery
Parallelamente alla crescita occupazionale, si rafforza anche la transizione verso la green delivery. Sul territorio provinciale sono infatti già operativi 74 veicoli totalmente elettrici, a conferma di un progresso concreto nella gestione dell’“ultimo miglio”, il segmento tradizionalmente più critico dal punto di vista ambientale. In questo scenario, l’aumento dei volumi non si traduce in un maggiore impatto ambientale, ma al contrario accelera l’adozione di soluzioni a basse emissioni.
Capillarità territoriale
Nel caso della provincia di Lecce, l’impiego di una flotta progressivamente elettrificata consente di ridurre le emissioni per singola consegna, soprattutto nei centri urbani, dove le tratte sono più brevi ma più frequenti. Nei centri urbani e nelle aree più dense stanno inoltre trovando sempre maggiore utilizzo tricicli e quadricicli elettrici, particolarmente adatti a muoversi con agilità e senza emissioni, migliorando efficienza e sostenibilità del servizio. Un ruolo chiave è svolto anche dall’infrastruttura di prossimità. Nella provincia sono presenti circa 450 punti di ritiro tra uffici postali e locker: una capillarità territoriale che rappresenta un asset strategico, perché concentra i flussi logistici, riduce drasticamente i tentativi di consegna a vuoto e offre ai cittadini una maggiore flessibilità per il ritiro dei propri acquisti.