L’intelligenza artificiale sta evolvendo rapidamente e, con essa, anche il modo in cui può essere utilizzata nel lavoro quotidiano. Se l’AI generativa ha reso più semplice creare contenuti, sintetizzare documenti e analizzare informazioni, oggi si sta affermando una nuova prospettiva: quella dell’Agentic AI.
Dalla risposta all’azione
L’AI generativa è ormai entrata in molti contesti professionali. Può supportare la scrittura di un documento, sintetizzare una relazione, elaborare informazioni o contribuire alla ricerca di nuove idee. Con l’Agentic AI cambia il tipo di interazione. Non si parte necessariamente dalla richiesta di una singola operazione ma dalla definizione di un risultato da raggiungere. Definito l’obiettivo l’agente può organizzare una sequenza di attività e interagire con strumenti come e-mail, calendari, CRM, documenti e fogli di calcolo. Questo non significa affidargli necessariamente un intero processo: in molti casi può essere più efficace intervenire su singole fasi, lasciando alle persone le decisioni che richiedono esperienza, valutazione e responsabilità.
Cosa delegare all’Agentic AI
Per le imprese un possibile punto di partenza sono le attività ripetitive e sufficientemente strutturate per le quali è possibile definire obiettivi e regole. Tra queste rientrano la preparazione di documenti standard, l’estrazione di dati da fatture e PDF, la gestione di richieste ricorrenti, il controllo delle scadenze e la preparazione di follow-up. È proprio in questi ambiti che l’Agentic AI può offrire un contributo concreto: automatizzare le operazioni più meccaniche permette di ridurre il tempo necessario per completarle e dedicare maggiori energie alle attività che richiedono competenze, attenzione e capacità decisionale.
Autonomia e supervisione
L’autonomia di un agente non può essere uguale per tutte le attività. Prima di affidargli un compito è quindi importante stabilire quali azioni può svolgere in autonomia e in quali situazioni deve invece intervenire una persona, in particolare quando sono coinvolti dati sensibili o decisioni con conseguenze rilevanti per l’azienda. Un aspetto altrettanto importante riguarda la gestione degli accessi. Un agente che può interagire con e-mail, documenti e altri strumenti aziendali deve operare all’interno di limiti ben definiti. Tra i rischi da considerare c’è, ad esempio, la prompt injection, una tecnica attraverso la quale istruzioni nascoste o manipolate possono influenzare il comportamento del sistema. Per questo l’introduzione dell’Agentic AI può essere inizialmente circoscritta a processi specifici, con permessi proporzionati alle attività da svolgere e sistemi di monitoraggio che consentano di verificare le azioni eseguite. Un approccio graduale permette di comprendere dove può portare valore e di aumentare progressivamente il livello di autonomia.
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