L’evoluzione dei portalettere: “Abbiamo palmari e mezzi elettrici, ma la gentilezza resta il nostro biglietto da visita”
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L’evoluzione dei portalettere: “Abbiamo palmari e mezzi elettrici, ma la gentilezza resta il nostro biglietto da visita”

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La testimonianza di Massimo, portalettere di Piacenza in servizio da 39 anni: “Abbiamo la fortuna di rappresentare l’azienda”

Il portalettere svolge ancora un ruolo fondamentale per la comunità. In Poste Italiane, questa figura ha saputo rinnovarsi in maniera sempre più moderna e digitale. Il TG Poste ha raccontato la storia di Massimo, portalettere del centro di Piacenza, una città a cavallo fra tradizione e contemporaneità.

Una storia lunga 39 anni

Ed è stato lo stesso Massimo a raccontare la sua storia: “Ho iniziato la mia bella avventura in Poste Italiane ben 39 anni fa – ha sottolineato nella sua intervista al TG Poste – quando ancora per la nostra attività si utilizzavano strumenti cartacei. Dal 2012 – ha proseguito Massimo nel suo racconto – ecco l’avvento della tecnologia, con noi portalettere che siamo stati dotati di un moderno palmare, di mezzi elettrici nel pieno rispetto dell’ambiente e di una divisa molto più funzionale di quella precedente”. 

Il portalettere come testimone

Massimo è stato dunque protagonista del cambiamento che ha caratterizzato l’azienda nel corso di questo ultimo quarantennio, da quando il postino consegnava prevalentemente lettere, cartoline o raccomandate a quando, oggi, recapita pacchi e prodotti derivati dall’e-commerce, un settore in pieno sviluppo. Tra i consigli che l’esperto portalettere ha voluto “recapitare” ai suoi giovani colleghi vi è quello di “essere sempre gentili e disponibili con i clienti, perché queste due caratteristiche – ha concluso Massimo – rappresentano il miglior biglietto da visita per chi, come noi, ha la fortuna di rappresentare un’azienda così importante e che ogni giorno ti permette di realizzare tanti incontri all’insegna dell’empatia e dell’umanità”.