Poste Italiane protagonista nel New Green Deal Europeo con i portalettere a emissioni zero. Consegne sempre più “verdi” e carbon neutrality entro il 2030 sono fra gli obiettivi dell’azienda, che nel Piano 2024 Sustain & Innovate Plus prevede un terzo degli investimenti destinato alla sostenibilità. Il Messaggero dedica ampio spazio al progetto.

Il Green New Deal di Poste

Il quotidiano romano comincia descrivendo l’attuale situazione sul fronte “green” di Poste Italiane: “Mezzi green per la consegna della corrispondenza e delle merci. Ma anche edifici intelligenti e nuovi impianti fotovoltaici distribuiti sui siti di proprietà. Così Poste Italiane punta a raggiungere l’obiettivo delle emissioni zero entro il 2030. Prosegue spedito il rinnovamento della flotta aziendale che alla fine del 2022 potrà contare su 5.800 veicoli elettrici operativi. Obiettivo: arrivare entro il 2024 a quota 28.000 veicoli a ridotto impatto ambientale. Quelli elettrici e ibridi potranno contare su una rete di quasi 6 mila colonnine”.

Crescita costante per la sostenibilità

Il Messaggero sciorina i numeri di una strategia di successo: “Oggi il 98% del fabbisogno di energia elettrica del gruppo Poste Italiane proviene da fonti al 100% rinnovabili. In linea con gli obiettivi dell’Accordo sul clima di Parigi e con il New Green Deal europeo, l’azienda si è impegnata a ridurre del 30 per cento le emissioni totali entro il 2025 e a raggiungere la carbon neutrality nel 2030, in largo anticipo dunque rispetto alla tempistica definita dall’Unione europea. A questo scopo si stanno rivelando determinanti proprio gli investimenti per rendere più sostenibile la flotta, considerato che Poste Italiane raggiunge ogni giorno città, paesi e borghi per recapitare la corrispondenza attraverso oltre 30 mila portalettere. Non solo furgoni e motocicli green. Oggi i postini si muovono anche sulle cargo bike a pedalata assistita, speciali biciclette munite di mini container per il trasporto di lettere e pacchi.

La nuova flotta green

Più nel dettaglio, Poste Italiane è passata dall’11 % di mezzi green nel 2016 al 15% nel 2021 e conta di arrivare al 20% entro dicembre, con l’obiettivo di sostituire l’intera flotta aziendale con mezzi a basse emissioni prima del 2025. La nuova flotta green determinerà una riduzione di CO2 pari a quella di circa 80 mila alberi. Portalettere e autisti di Poste Italiane hanno pure condotto sulla pista dell’autodromo di Vallelunga una serie di test drive per valutare la performance di veicoli termici, ibridi ed elettrici a tre e quattro ruote”.

La collaborazione con Aci e non solo

Il quotidiano romano ricorda anche come Poste Italiane abbia avviato “una stretta collaborazione con l’Aci per la formazione dei dipendenti sulla sicurezza stradale e la guida sicura”. Non solo, l’azienda ha anche previsto il lavaggio di tutti i veicoli ogni due mesi e la loro sanificazione ogni sei mesi. E ancora, il quotidiano ricorda come “Poste Italiane sta poi introducendo soluzioni di smart building sugli immobili (parliamo di circa duemila edifici) al fine di ridurre di circa 8 Gwh l’energia consumata entro il 2025. Nel 2021 sono stati installati poi 91 mila nuovi corpi illuminanti a Led in 400 edifici. Il progetto di valorizzazione delle fonti rinnovabili prevede infine lo sviluppo di circa 400 impianti fotovoltaici su siti di proprietà a copertura piana per complessivi 18 MWp e circa 25 Gigawattora per anno di produzione attesa a regime, a fronte di un investimento di 31 milioni di euro”.

Il valore economico di Poste Italiane

L’approfondimento si conclude ricordando il valore economico di Poste Italiane che nel 2021 ha generato impatti diretti e indiretti che si sono riversati sull’economia nazionale. “Ha contribuito – si legge – per 12,5 miliardi di euro al Pil e per circa 2 miliardi al gettito fiscale. I lavoratori della filiera prouttiva sono stati 183.000 per un totale di 7,3 miliardi di euro di redditi da lavoro. Le piccole e medie imprese che che lavorano con Pose Italiane hanno generato impatti sul Pil pari al 1,4 miliardi di euro e 388 milioni di gettito fiscale”.