Smart working

Indietro non si torna. Lo smart working sperimentato da 6,5 milioni di lavoratori durante il primo lockdown, e che coinvolge ancora oggi, in chiave anti-Covid, oltre 5 milioni di persone, è destinato a lasciare un segno permanente nell’organizzazione del mondo del lavoro. Una tendenza messa in atto soprattutto dalle grandi imprese dove oggi lavora da remoto il 54% dei dipendenti. L’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche pubbliche ha organizzato un secondo webinar (martedì 20 aprile dalle ore 14.30) sullo “smart work” per mettere a confronto le esperienze di grandi aziende, tra cui Poste Italiane. Ad aprire i lavori sarà il presidente dell’Inapp, Sebastiano Fadda, che rappresenta anche l’Istituto nell’Osservatorio sul lavoro agile nella PA del Dipartimento della Funzione Pubblica, cui seguirà l’intervento di Mario Casoni, Digital Transformation Director PTC, in materia di tecnologie innovative per l’evoluzione dell’organizzazione del lavoro. Seguiranno poi le case history raccontate dai responsabili di gestione del personale. Il Direttore Generale dell’Inapp, Santo Darko Grillo formulerà alcuni commenti conclusivi.

“Indietro non si torna”
“Indietro non si torna, ma come bisogna andare avanti? Certamente la tendenza evolutiva è quella del lavoro ibrido – ha spiegato Sebastiano Fadda, presidente Inapp – con una efficiente combinazione di lavoro in presenza e da remoto capace di garantire sia i vantaggi del primo (come, per esempio, le relazioni interpersonali, il senso di appartenenza, il potenziale creativo del lavoro di gruppo) sia quelli del secondo (come maggiore efficienza, risparmio di tempo per gli spostamenti, possibilità di gestire in autonomia i propri impegni). Per questo le imprese dovranno investire per dotare i dipendenti degli strumenti e della formazione necessari a consolidare la pratica dello smart working e dovranno metterli in grado di avere un equilibro soddisfacente tra lavoro e vita privata, con una particolare attenzione ai lavoratori più fragili: le donne e i più giovani. Le buone pratiche di grandi aziende come quelle invitate da Inapp a raccontarci le proprie esperienze potranno servire da esempio anche per quelle altre imprese che sceglieranno, anche al termine della pandemia, la strada del lavoro agile”. I lavori del seminario “Smart working: nuove tecnologie e riorganizzazione del lavoro.